PORTA APERTA SALUTA MONS.LANFRANCHI E RINGRAZIA MONS.COCCHI
I volontari, gli operatori, gli ospiti e le famiglie seguite dal Centro di Accoglienza Madonna del Murazzo, salutano il nuovo vescovo di Modena-Nonantola, Mons. Antonio Lanfranchi e rivolgono un sincero ringraziamento a Mons. Benito Cocchi.
L’Associazione di Volontariato Porta Aperta accoglie la notizia della nomina di Mons.Antonio Lanfranchi con gioia e sentimenti di gratitudine al Santo Padre che ha fatto questo grande dono alla comunità di Cristo che è in Modena.
Nel contempo rivolgiamo un sincero e caloroso ringraziamento a Mons.Benito Cocchi. In quasi quattordici anni non è mai mancata la sua attenzione e il suo sostegno a chi, come la nostra associazione, si occupa di chi sta attraversando momenti di grande difficoltà ed alle persone in condizione di povertà.
Mons. Lanfranchi arriva a Modena in un momento particolarmente difficile per la società modenese, colpita da una crisi che non è solo economica. Il senso di disorientamento e di impotenza delle persone e delle famiglie che improvvisamente si ritrovano senza lavoro e spesso anche senza casa e mezzi di sostentamento, è il segno di una forte richiesta di buoni riferimenti.
L’autorevolezza che gli deriva dal suo impegno pastorale, è il segno di speranza atteso sia dalla chiesa modenese che dalla società modenese, credenti e non.
Mettiamo fin da ora a disposizione del nuovo Arcivescovo, l’impegno quotidiano a fianco dei poveri che caratterizza da oltre trent’anni la vita di Porta Aperta e il Centro di Accoglienza Madonna del Murazzo.
Antonio Lanfranchi è nato a Grondone di Ferriere, in diocesi e provincia di Piacenza, il 17 maggio 1946.
Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nel Seminario minore di Piacenza e quelli filosofici e teologici nel Collegio Alberoni della stessa città, ha frequentato a Roma la Pontificia Università Lateranense e il Pontificio Ateneo Salesiano, conseguendo i titoli accademici in Teologia Biblica e in Scienze dell'Educazione.
È stato ordinato sacerdote il 4 novembre 1971 per la diocesi di Piacenza, attualmente Piacenza-Bobbio.
I più importanti ministeri da lui ricoperti sono stati: Assistente nel seminario vescovile di Piacenza, dal 1971 al 1972; dopo gli studi a Roma dal 1972 al 1977, Docente nel seminario vescovile di Piacenza, dal 1977 al 1978; Assistente spirituale dell'AIMC e Segretario dell'Ufficio catechistico diocesano, dal 1978 al 1984; Assistente diocesano dell'Azione Cattolica Giovani, dal 1978 al 1986; Direttore dell'Ufficio catechistico diocesano, dal 1984 al 1988; Assistente diocesano dell'Azione Cattolica Adulti, dal 1986 al 1988; Direttore dell'Ufficio catechistico regionale, dal 1987 al 1988; Assistente nazionale del Settore Giovani dell'Azione Cattolica Italiana, dal 1988 al 1996; Docente di Pastorale giovanile presso la Pontificia Università Lateranense in Roma, dal 1988 al 1996.
Dopo aver rivestito dal 5 settembre 1996 l’incarico di vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio, papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Cesena-Sarsina il 3 dicembre 2003[1].
Riceve la consacrazione episcopale l'11 gennaio 2004 per le mani del vescovo di Piacenza-Bobbio Luciano Monari, coconsacranti l'arcivescovo Paolo Romeo ed il vescovo emerito di Cesena-Sarsina Lino Esterino Garavaglia O.F.M. Cap., che aveva precedentemente rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti d'età. Si insedia nella cattedra vescovile della sua nuova diocesi il 25 gennaio del medesimo anno.
È membro della Commissione Episcopale per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, nonché della Conferenza Episcopale dell'Emilia-Romagna.
Il 1º giugno 2008, in base a un’antica norma di diritto canonico, dispone la celebrazione di una messa "riparatrice", a seguito dello scandalo suscitato da una coppia di persone sorprese in un confessionale della cattedrale di Cesena nell’atto di consumare un rapporto sessuale (dichiaratesi atee a giustificazione del proprio gesto).[2].
Il 27 gennaio 2010 papa Benedetto XVI lo promuove arcivescovo abate di Modena-Nonantola.
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